I Racconti del Presidente: Luigino M.

Presumibilmente i romanzi di fantascienza Urania e Cosmo, che ho cominciato a leggere fin da quando avevo 10/12 anni, mi hanno decisamente influenzato al punto che in molte persone di mia conoscenza vedevo “Extra terrestri”, che vivevano tra noi. Avanguardie di future invasioni. Cosicché quando puntavo una persona, ne stimavo gesti, spostamenti, tipi di lavoro, cultura ecc. ecc.

Ad esempio, ero convinto che l’autista del 247, filobus che partiva da Piazza Gianbattista Vico e andava a Piazza Vanvitelli, e che somigliava alla carta da poker K, non fosse terrestre.

Così come un cliente fisso del Cinema, alto, biondo, pallido, che veniva sempre all’ultimo spettacolo, provenisse da “Cassiopea”. (Chissà poi perché “Cassiopea”). E somigliava all’attore Richard Widemark.

Un’altra “vittima monitorata” era il titolare del Coloniali di Via Bernardo Tanucci. Taciturno, sedeva all’interno del negozio e a stento salutava, anche rivolgendogli la parola. In seguito dopo indagini approfondite seppi che era “sordomuto”.

Ma in quel periodo, il maggiore indiziato era un certo Luigino M. che abitava in un basso vicino all’ingresso del palazzo dove abitavo. Viveva perennemente seduto all’ingresso del basso su una sedia impagliata. Ossequioso con i miei genitori, si precipitava quando incrociava mia madre per prendere la spesa e accompagnarla fin davanti alla porta di ingresso. Magro, ben pettinato, età indefinita, discretamente vestito, non l’ho mai visto mangiare. In casa spesso ci chiedevamo come vivesse. La porta del basso, sempre chiusa, non mi consentiva di sbirciare all’interno.

Non si esprimeva in dialetto ma con un buon italiano.

Nel mese di settembre del 1960, tornammo da Mercogliano e, stranamente, il basso era chiuso ermeticamente e non vi era traccia della sedia impagliata.

Preoccupati, chiedemmo a Carmine, il portiere, che ci comunicò che Luigino mancava dal 15 agosto e non si avevano altre notizie. Non risultavano parenti o amici. E nel vicinato nessuno sapeva nulla. Il basso rimase chiuso per mesi e di Luigino mai più nessuna traccia. Quando a giugno del 1962 ci trasferimmo a Via Piscicelli, il basso era ancora chiuso ed io mi abbandonai ovviamente a congetture degne di Isaac Asimov e di Arthur C. Clarke. Secondo me… era rientrato su “Alpha Centauri” !!!

Antonio Lanzaro

 

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