Conferenza su “’e prufessure ’e concertino”

 

Prosegue l’alacre opera divulgatrice di Teodoro Cicala, pregevole collezionista di cimeli fonografici, come antichi spartiti, grammofoni e rarità discografiche, ma soprattutto attento conoscitore del più importante patrimonio canoro nostrano. Così, dopo la recente conferenza napoletana sulle canzoni degli anni 40-45 del secolo scorso e l’avvenuta uscita della sua ultima fatica libraria, “Napoli: allegro, ma non troppo. La canzone, colonna sonora della nostra storia”, pubblicata da “grauseditore”, sarà questa la volta di un dotto approfondimento sul mondo dei “prufessure ’e concertino”, cioè su quei musicisti girovaghi partenopei che, divisi tra “posteggiatori” (ossia con compenso occasionale) e “gavottisti” (con retribuzione previamente pattuita), eleggevano luoghi pubblici o privati (angoli di strade, ristoranti, stabilimenti balneari, abitazioni in occasioni di festeggiamenti) sostenendo e divulgando la canzone classica napoletana.

Attività nobilissima, la loro, svolta da artisti anche qualificatissimi se tra di essi possiamo annoverare il tenore per eccellenza, Enrico Caruso, il compositore Eduardo Di Capua, a cui dobbiamo la musica di “’O sole mio”, o quello “zingariello”, al secolo Giuseppe Di Francesco, che con la suggestione dei suoi melismi seppe incantare nientedimeno che Richard Wagner.

Oggi, a praticare questa antica modalità di offerta musicale, con tutte le sue peculiarità di ampiezza di repertorio, per esaudire richieste estemporanee, e rifiuto di qualunque sorta di sostegno elettronico, al fine di preservare la naturalezza di ogni più fine sfumatura, la cantante Aurora Giglio, ottimamente coadiuvata dal poliedrico Vittorio Cataldi (pianista, violinista, fisarmonicista), i quali orneranno le interessanti disquisizioni dell’esperto relatore, giovedì prossimo, alle 17, nell’elegante salone del Circolo Nautico Posillipo, in una serata ad ingresso libero, voluta ed organizzata dai gruppi “Lions Club Napoli Castel Sant’Elmo” e “Lions Club Napoli Partenope-Palazzo Reale” nell’ambito del tema più generale “La musica, linguaggio universale che accomuna i popoli”.

E, ricordando l’emigrazione musicale dei “prufessure ’e concertino”, che li spinse fino ai lontani lidi di Odessa ed oltre, ed il grande debito di diffusione, partecipazione e conoscenza nel mondo che la napoletanità deve alla loro straordinaria azione, argomento più congruo del loro doveroso ricordo certo difficilmente poteva essere trovato.

Rosario Ruggiero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.