Roberto Marasca, nel vento della libertà

Roberto Marasca

Lungo tempo è passato da quando, nella seconda metà del secolo scorso, furoreggiò in Italia una particolare tavola a rotelle, sorta di monopattino senza manubrio, tanti giovani a tentare di padroneggiarla cimentandosi in impavide acrobazie ed il cantante di colore Zack Ferguson ebbe il suo momento di gloria con la canzone “Skate Board dancin’”.

Oggi, la skate-board (questo infatti il nome anglosassone dell’instabile veicolo) non è più solo un gioco, ma uno strumento perfezionato per cimenti agonistici, con le sue gare di velocità ed i suoi campioni, come Roberto Marasca, trentatreenne di Jesi, presso Ancona, una gran quantità di gare vinte in una già lunga carriera (risalgono al 2000 le prime competizioni) nonché campione italiano, nel 2013, per la specialità Downhill Skateboard.

Ed in Italia anche il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) a riconoscere questa particolare pratica sportiva.

Diverse le specialità, che prevedono la corsa, in piedi o distesi, su percorsi di qualche migliaio di metri, con tanto di prove, qualificazioni a tempi e batterie ad eliminazione.

E lo si è visto sfrecciare, il minuto veicolo, tra migliaia di spettatori proprio ultimamente, a Verbicaro, sapientemente dominato da Roberto Marasca, nell’ambito di una bella, affollata manifestazione organizzata da Agostino Cirimele, la “Soap Box Race”, autentica festa della velocità su ruote senza motori meccanici, sensibile tributo al discorso ecologico.

Una semplice asse, quattro rotelle, tanta perizia e l’abbraccio voluttuoso del vento generato dalla corsa.

Anche questo è libertà.

 

Rosario Ruggiero

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